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Veltroni - Berlusconi: scontro su tutto

Tanta spasmodica attesa del confronto tv tra Berlusconi e Veltroni sembra, forse, eccessiva. La giornata di ieri è un esempio di come i due leaders siano talmente "mediatici" da riuscire a creare comunque un costante "scambio di pareri" su tutti i temi caldi della campagna elettorale. Pensioni, sondaggi, politica vecchia contro politica nuova, lo stesso confronto televisivo che tarda ad arrivare: il botta è risposta è perenne e infuocato, su tutto.

Il dopo Pasqua è cominciato bene per Veltroni. Un sondaggio Ipr Marketing commissionato da Repubblica.it. afferma che al Senato il Pdl, nell'ipotesi più favorevole a Berlusconi e Fini, potrebbe raggiungere 160 seggi contro i 155 del complesso delle opposizioni (esclusi i 7 senatori a vita) e avere quindi una maggioranza molto risicata, probabilmente insufficiente a garantire la governabilità del Paese. Il vantaggio del pdl sul Pd, sempre secondo Repubblica.it, si attesterebbe sul 5%: forbice sempre più stretta quindi. Tale ipotesi, come prevedibile, non convince il Pdl che, per bocca di Maroni, replica: "Non penso che si arriverà al pareggio, ci sarà una vittoria del Pdl netta sia alla Camera che al Senato".

Poi "lo scivolone" su "Porta a Porta". Oggi Silvio Berlusconi avrebbe dovuto essere ospite di Bruno Vespa, ma la puntata non si farà a causa dell'indisponibilità di Veltroni, per impegni di campagna elettorale, a video-replicare in tempi sufficientemente stretti. Spiega Bruno Vespa: "Veltroni ci ha fatto sapere che i suoi impegni non gli avrebbero consentito di partecipare in nessuna data possibile, né in questa nè nella prossima settimana. Dinanzi al nostro imbarazzo ad annullare l'intero ciclo già programmato, abbiamo concordato con il portavoce del Pd la partecipazione di Franceschini a un dibattito con Fini il 1 aprile e una di Bersani a una trasmissione del 3 aprile". La redazione ha poi spiegatoi che "a un rinnovato invito rivolto ieri a Veltroni, il portavoce del Pd ha risposto che la settimana prossima il segretario avrebbe annullato i suoi impegni in Sardegna soltanto per un faccia a faccia con Berlusconi". L'ufficio stampa del Pd dice invece di aver comunicato "tempestivamente", e cioé prima della settimana santa, alla redazione di Porta a porta l'impossibilità di Veltroni a partecipare a un'altra puntata oltre a quella concordata del 9 aprile.

A commentare ci pensa Elio Vito, presidente dei deputati di Forza Italia: "La denuncia del vicepresidente della commissione di Vigilanza, on. Paolo Bonaiuti, sulla decisione di annullare la puntata di Porta a porta che prevedeva la presenza del Presidente Berlusconi è più che giustificata". "Da settimane - accusa Vito in una nota - il Pd ha dato il via ad una campagna di disinformazione ben sapendo che in regime di par condicio non è possibile che il confronto televisivo si limiti solo ai due candidati dei partiti maggiori. Ed ora Veltroni con la sua indisponibilità per la puntata di Porta a Porta vuole condizionare le scelte della Rai". "La verità - continua l'esponente di FI - è che la sinistra sta facendo di tutto per impedire che il leader del Partito delle Libertà possa parlare in televisione agli italiani. Un fatto gravissimo che chiama in causa la Rai: l'azienda radiotelevisiva pubblica non può sottostare al ricatto del candidato premier del Pd".

La replica di Veltroni: "Sono pronto a fare il confronto tv, con Berlusconi, dove vuole, quando vuole e come vuole". Lo ha detto il leader del Pd parlando a Enna davanti ad una piazza gremita di persone, nonostante il freddo gelido. "Noi siamo pronti a farlo il confronto - ha continuato - vuole farlo sulle sue reti? E allora andiamo a farlo nelle sue reti. Ma non scappi. Confrontarsi è il sale della democrazia".

Fini: "Vedrei bene un confronto televisivo tra tra Berlusconi e Veltroni. Ma agli altri 9 o 11 candidati premier chi glielo dice? Figuriamoci cosa direbbero Casini, Bertinotti, Boselli se dovesse esserci un confronto tra due candidati premier. Perchè solo loro se la Par condicio impone di mettere tutti nelle stesse condizioni? Ma a quel punto non sarebbe un confronto, ma un pollaio".

Bertinotti: "Per un eventuale duello televisivo sceglierei Veltroni e non Berlusconi". Il Presidente della Camera e candidato premier per La Sinistra - L'Arcobaleno, intervenendo a un dibattito di 'Omnibus' su La7. ha precisato: "la ragione è abbastanza facile da intuire: la contrapposizione tra noi e Berlusconi è così radicale e totale che daremmo a chi ci ascolta la conferma di posizioni molto consolidate in opposizione l'una all'altra. La sfida con Veltroni invece -prosegue- sarebbe interessante perchè consentirebbe di capire chi è più efficace come alternativa alla destra".

Infine il tema pensioni. Il leader del Pd Walter Veltroni ha criticato ieri, da Enna, la proposta-pensioni del leader del Pdl Silvio : "Nella politica di un tempo si annunciavano cose che si sapeva che non si potevano fare. Cose che valgono fino al giorno delle elezioni e il giorno dopo non valgono più. Ma gli italiani sanno che il tempo delle finte promesse è finito ed è venuto il tempo delle cose serie. È tutta la campagna elettorale - sostiene Veltroni - che il principale leader dell' opposizione ci insegue. Diciamo una cosa e il giorno dopo lui dice "più uno". Oggi, dopo la nostra proposta sulle pensioni, ha detto che darà mille euro. Ma non ha detto che questa proposta costa più di 20 miliardi e non ha detto dove li trova". Per il segretario del Pd "tra il 2001 e il 2006, per quattro milioni di pensionati non è successo nulla e ora i pensionati sanno che il tempo delle finte promesse è finito".

Replica il Cavaliere: "Sulle pensioni Veltroni ci ha copiato e lo ha fatto male perchè la sua proposta sugli aumenti è a vanvera, non tiene conto nemmeno della disponibilità di bilancio. La nostra proposta invece - prosegue il leader del Pdl - è condivisa dal Partito dei pensionati che ora sta con noi e prevede l'innalzamento delle pensioni minime, l'adeguamento al costo della vita di tutte le pensioni fino al livello di mille euro al mese". Infine una botta ai comunisti: "Noi siamo i nuovi, non i vecchi comunisti riciclati che ricordano quei negozi che falliscono, e poi mettono fuori il cartello: "Nuova gestione". La nuova gestione siamo noi".

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