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Veltroni & Co. uniti contro Berlusconi

Ancora una volta è, paradossalmente, Berlusconi a trasformare in squadra affiatata un'opposizione blanda, "filogovernativa" e in perenne contrasto interno. L'addensante è sempre lo stesso: il premier in carica. Dove non era riuscita la pomposa macchina della campagna elettorale, è bastata una serie di provvedimenti e dichiarazioni del leader Pdl a far da amalgama tra Pd, Idv e, financo, Udc. Veltroni, Casini e Di Pietro (a onor del vero unico oppositore costante della politica governativa sin da fine aprile) si ritrovano oggi, ancora una volta, uniti dall' "eccesso di foga" di Silvio Berlusconi. Sentiamo gli attacchi, più o meno duri, sferrati tra ieri e oggi dai banchi dell'opposizione. Commenta la news

Walter Veltroni: "La conseguenza dello scontro sugli emendamenti "salva premier" e la riapertura delle ostilità con la magistratura da parte del Cavaliere, è la chiusura del dialogo tra i poli. "Le conclusioni - ha scandito il leaer del Pd - le ha tratte Berlusconi che ha strappato la tela del dialogo possibile". Veltroni ha ricordato l'avvertimento lanciato ieri al premier Berlusconi quando lo aveva sollecitato a cambiare atteggiamento rispetto alla "sequenza di strappi" prodotta dalla vicenda Rete4 e, da ultimo, gli emendamenti cosidetti 'salva premier'. "Ieri avevo detto spero che prevalga la responsabilità, ma per tutta risposta - ha sottolineato Veltroni - si sono presentati due emendamenti che riguardano una norma per evitare un processo che riguarda il presidente del Consiglio e ieri sera si è mandata quella lettera che riapre lo scontro nei confronti della magistratura, secondo lo scenario già visto tante volte".

"Quindi - ha aggiunto Veltroni - le conclusioni le ha tratte il presidente del Consiglio" che al dialogo ha preferito "un clima di scontro". "Io e il Pd - ha proseguito - abbiamo cercato in questi mesi di portare l'Italia fuori dal passato, ma evidentemente c'è chi vuole tenere il Paese inchiodato al passato. In un mese siamo stati per due volte in Parlamento costretti a discutere degli interessi personali del presidente del Consiglio". Mentre il Paese chiede che si discuta "dello stato di malessere delle famiglie, dei lavoratori, delle difficoltà delle imprese e degli artigiani e dei commercianti. È un Paese che ha bisogno di ricominciare a muoversi, non di precipitare nello scontro del passato".Per Veltroni "questa volta non si potrà dire" che a far saltare il dialogo "è stato l'atteggiamento ideologico e pregiudiziale dell'opposizione. È stata la volontà di scontro da parte di una maggioranza che poteva governare in un clima civile ma che ha scelto di fare diversamente".

Ancor più duro l'attacco del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro: "Strategia criminale" da parte del premier. "Berlusconi sta portando avanti una strategia criminale studiata a tavolino. Passo dopo passo,il presidente del Consiglio ha pensato a come potersi liberare dei giudici di Milano. Prima ha proposto la sospensione dei processi per basso allarme sociale, adducendo come fine quello di dare precedenza ai più gravi, poi, con una lettera a Schifani, ha attaccato direttamente i giudici e, infine, ha ricusato il giudice Nicoletta Gandus". "Una strategia studiata nei dettagli per bloccare il processo che lo riguarda. Ma tutti sanno che coloro che si adoperano per fermare i processi sono i criminali", ha incalzato Di Pietro mentre ieri in aula i senatori dlel'Idv hanno manifestato il loro dissenso esponendo cartelli con sopra scritto "siamo tutti Nicoletta Gandus" oppure "impunità per il premier, tolleranza zero per gli altri".

"Benvenuto nel club degli occhi aperti". Di Pietro però non resiste alla tentazione del "te l'avevo detto" e commenta la presa di distanza di Veltroni dagli ultimi atti di Berlusconi. "Noi dell'Italia dei Valori - aggiunge - non ci fidiamo di questo Governo, lo abbiamo detto sin dal primo giorno, e lo abbiamo ribadito dentro e fuori le aule del Parlamento. Adesso occorre ricompattarsi in un'unica opposizione, al fine di difendere gli interessi e il bene dei cittadini e del Paese.Bisogna evitare di soggiacere a quella 'dolce dittaturà che l'Esecutivo sta tentando di portare avanti. Quindi, dico al Pd, opponiamoci con dignità attivando una forte reazione democratica".

Sul versante centrista dell'opposizione il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha usato toni meno forti ma pur sempre molto critici verso governo e maggioranza: "Le iniziative di queste ore dimostrano che aveva senso lasciare fuori l'Udc da questa maggioranza. La fase convulsa che si vive in questo momento è determinata da iniziative convulse ha spiegato Casini- si tratta di iniziative dissennate che non devono attenuare il dialogo in corso. Il governo rifletta, ritiri certi provvedimenti".

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