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Veltroni lancia il "governo ombra", Berlusconi approva

Dopo la sconfitta elettorale, il Pd lancia l'idea di un Governo ombra per fare opposizione nel migliore dei modi. A dirlo è lo stesso leader del partito, Walter Veltroni, nella conferenza stampa di ieri.

Spiega Veltroni: "Avrà lo stesso numero di ministri del governo che si insedierà a Palazzo Chigi e in ogni decisione che esso prenderà stabilirà un nuovo rapporto dialettico. Il governo ombra – o shadow cabinet, come viene definito nei paesi anglosassoni – esiste in tutte le democrazie più avanzate".

Silvio Berlusconi, in conferenza stampa, approva l'iniziativa di Veltroni: "Vedo bene un governo ombra, ci sarebbe chiarezza di rapporti, non si perde tempo. Spero che i nostri ministri si possano confrontare con i ministri di un governo ombra". Oggi il leader del Pdl spiega: "Su ogni provvedimento sarà possibile confrontarsi per i nostri ministri con un solo interlocutore, il che determina una dialettica molto più positiva ed efficace". Poi l'apertura a collaborazioni con l'opposizione: "Se la sinistra tenesse una posizione coerente con quello che ha scritto nel programma in molte situazioni dovrebbe aggiungere il suo voto al nostro. Sarebbe bello cominciare una collaborazione nell'interesse dei cittadini e del Paese".

Il governo ombra o "shadow cabinet", è un'istituzione tipica della democrazia britannica. In Italia il precedente è quello del luglio 1989, con la formazione del sesto governo Andreotti; in quell'occasione Achille Occhetto formò per l'appunto un "governo ombra" di cui facevano parte l'attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla politica estera, Vincenzo Visco alle finanze, Giovanni Berlinguer alla sanità, Ettore Scola alla cultura, Stefano Rodotà alla giustizia.

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