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Vendola e i Riva rinviati a giudizio: Ilva Taranto, 44 imputati alla sbarra nel processo "ambiente svenduto"

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Ci sono dirigenti d’azienda, politici e amministratori locali nella lunga lista degli imputati (44 in totale) del processo “ambiente svenduto”, rinviati oggi a giudizio dalla Procura della Repubblica di Taranto sulla base delle indagini condotte per lo scandalo Ilva.

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Tra i personaggi illustri che a ottobre dovranno comparire in tribunale spicca il nome dell’ex Governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà considerato dagli inquirenti uno dei maggiori sponsor istituzionali della famiglia Riva, in vario modo agevolata dalle amministrazioni locali per evitare controlli e sanzioni legate all’inquinamento ambientale prodotto dalla fabbrica.

Associazione a delinquere finalizzata alla “prosecuzione dell’attività produttiva” grazie a “provvedimenti autorizzativi” di favore per l’industria che, oltre a centinaia di posti di lavoro, avrebbe portato sul territorio tarantino malattia e morte sia per i dipendenti che per la popolazione residente nei quartieri vicini allo stabilimento.

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Nichi Vendola invece si troverà a rispondere di concussione aggravata, per le pressioni operate sul direttore dell’Arpa Puglia Giorgio Assennato durante i controlli sul rispetto della normativa ambientale da parte dell’Ilva, mentre alla sbarra per favoreggiamento nei confronti del capo relazioni stampa della fabbrica Girolamo Archinà è finito anche un altro esponente di spicco di Sel, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano.

Assolto e quindi definitivamente fuori dal processo in corso invece il magistrato Lorenzo Nicastro, assessore della giunta di centrosinistra nella passata legislatura che aveva scelto il rito abbreviato a differenza della maggioranza degli indagati poi rinviati a giudizio.

Tutti i quarantaquattro imputati che avevano optato per la formula ordinaria, compresi i proprietari dell’Ilva di Taranto Fabio e Nicola Riva, eredi del patrimonio industriale lasciato dal defunto patron Emilio, andranno a processo il prossimo 20 ottobre come disposto dal gip Vilma Gilli: gravi i reati contestati dalla Procura ai (finora presunti) responsabili di un disastro ambientale senza precedenti.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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