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Vendola indagato per concorso in abuso d'ufficio

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Nichi Vendola è indagato per concorso in abuso d'ufficio continuato: avrebbe favorito la nomina di un primario all'ospedale San Paolo di Bari. Ad accusarlo è l'ex direttore generale della Asl di Bari Lea Cosentino, Lady Asl, su cui grava la stessa ipotesi di reato, "licenziata" da Vendola in seguito allo scandalo sulla malasanità pugliese. E' lo stesso Governatore a dare l'annuncio delle indagini a suo carico tramite una conferenza stampa urgente.

Lea Cosentino era finita agli arresti domiciliari il 14 gennaio 2010, poi liberata il 21 maggio, nuovamente arrestata il 24 giugno e poi ancora rilasciata il 14 luglio per "il venir meno delle esigenze cautelari". L'inchiesta, ancora in corso, riguarda appalti all'Asl di Bari in cui era coinvolto anche l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini.

Secondo la procura, dal 25 settembre 2008 al 19 aprile 2009 "Cosentino Lea, nella qualità di direttore generale della Asl Bari, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi, su istigazione e determinazione di Vendola Nicola, presidente della Regione Puglia, in violazione dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione" [...] "avrebbero intenzionalmente procurato a Sardelli Paolo un ingiusto vantaggio patrimoniale", favorendolo per "l’incarico quinquennale di Direttore medico della Struttura complessa di chirurgia toracica del presidio ospedaliero San Paolo".

La replica di Vendola in conferenza stampa:
Ho ricevuto questa mattina l’avviso di conclusione delle indagini relativamente ad una inchiesta specifica che riguarda il concorso per il primario del reparto di chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo di Bari. Il concorso fu vinto dal prof. Paolo Sardelli. Vengo in qualche maniera accusato di aver favorito la nomina di chi oggi è considerato una delle piu importanti autorità scientifiche a livello europeo e di chi ha il merito di aver trasformato un reparto che non c’era in un reparto di assoluta eccellenza, un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. L’accusa che mi viene mossa si basa soltanto ed esclusivamente sulle dichiarazioni rese da una persona che ha motivi di rancore nei miei confronti, dalla dott.ssa Lea Cosentino, cioè dalla principale protagonista delle inchieste sulla malasanità.

Persona che io ho licenziato all’inizio del suo coinvolgimento nelle inchieste e che ora si rivolge con molto malanimo nei miei confronti e nei confronti della Regione, chiedendo di essere risarcita per tre milioni di euro. Io posso dire con assoluta serenità di essere sempre intervenuto affinchè i concorsi potessero essere fatti all’insegna della trasparenza, con una platea vera e credibile di partecipanti e affinchè potessero vedere trionfare il merito e far vincere il migliore. Nell’ambito di questa indagine, si appura ovviamente che il prof. Sardelli era comunque il migliore. Cioè non viene messa in dubbio la sua qualità.

LE INTERCETTAZIONI:
Vendola ha poi sottolineato che: "Nell’atto di chiusura delle indaginici sono dei virgolettati che più o meno sono questi: ‘Non preoccuparti ti copro io’ e ‘Questa cosa la devi fare a tutti i costi… deve vincere per forza Sardelli’. Questi virgolettati non sono attribuibili a me, ma sono attribuibili alla dottoressa Cosentino che liberamente descrive i fatti secondo la sua memoria" [...] "Non sono intercettazioni, sono frasi che la Cosentino dice nell’interrogatorio reso a gennaio scorso. Due, tre mesi fa".

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