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Vieni via con me, Fazio e Saviano: 'No alle associazioni pro vita'

La trasmissione 'Vieni via con me' di Fazio e Saviano si è trasformata in un agorà, dove tutti sentono la necessità e il diritto di esprimere la propria opinione, indipendentemente dalla programmazione stabilita in precedenza. Ogni settimana le polemiche organizzano la scaletta della puntata successiva, ma il conduttore ha già spiegato, più volte, di avere a disposizione solo quattro puntate.

I video più belli di 'Vieni via con me'

È successo con la presenza di Fini e Bersani, per cui molti hanno chiesto che fossero rappresentati tutti i partiti politici, mentre la scorsa settimana è intervenuto il Ministro Maroni per controbattere e chiarire le parole di Roberto Saviano sulla mafia e la Lega. Per l'ultima puntata cercano insistentemente di portare il proprio elenco, e replicare alla trasmissione sull'eutanasia, le associazioni 'pro vita'.

Il cda Rai ha stabilito a maggioranza che questo avvenga lunedì, ma il direttore di Raitre, Paolo Ruffini si è già opposto a questa decisione: 'Vieni Via con Me non è un programma a favore della morte. Anche se ha sfidato in tv il tabù della morte. Racconta esperienze di vita'. Fazio, Saviano e gli autori danno due motivazioni per questo 'no': 'La ragione specifica: concedere un cosiddetto diritto di replica alle associazioni pro-vita, significherebbe avallare l'idea, inaccettabile, che la nostra trasmissione sia stata pro-morte'.

La seconda motivazione è di principio, lasciando la replica ad altri spazi dell'azienda Rai: 'Un programma di racconti, come il nostro, non ha la pretesa nè il dovere nè la presunzione di rappresentare tutte le opinioni. Non siamo un talk-show, non siamo una tribuna politica. Se ogni associazione o movimento che non si sente rappresentato da quanto viene detto in trasmissione chiedesse di dire la sua, non basterebbero mille puntate di Vieni via con me. La Rai dispone di spazi adatti per dare voce alle posizioni del movimento pro-vita, che del resto già ne usufruisce ampiamente'.

La politica non ha perso l'occasione di intervenire in merito alla questione, Maurizio Gasparri ha definito 'inaccettabile' il loro 'no' e ha aggiunto: 'La realtà è che non sono aperti al confronto e per loro ogni critica è un delitto di lesa maestà. La maschera è caduta e ormai non ci sono più dubbi sulla politicizzazione del loro programma. Per correttezza avrebbero dovuto aggiungere come sottotitolo: 'La voce della sinistra'. Sarebbero stati più onesti'.

Intanto oggi il direttore generale della Rai, Mauro Masi, incontrerà il direttore di Raitre per discutere la questione. Non è ancora chiaro, forse, che quella di lunedì sarà l'ultima puntata e che in fondo è solo una trasmissione televisiva sugli elenchi. La Rai, a questo punto, potrebbe ipotizzare di allungare di una puntata per consentire ai Caselesi o ai boss della 'ndrangheta di replicare a Saviano.

 (foto © LaPresse)

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