Excite

Violante e Dambruoso da Piroso, l'intervista esclusiva per Blogo in diretta

  • Blogo

Antonello Piroso ospita oggi nel suo web talk in diretta l'ex presidente della Commissione parlamentare antimafia e della Camera dei deputati, Luciano Violante, e il magistrato candidato con Scelta Civica di Monti, Stefano Dambruoso. Due personalità vicine non solo per l'esperienza professionale e politica, ma anche per questioni di famiglia, dal momento che legati da una lontana parentela. Una curiosità che il direttore di Blogo utilizza come gancio per dare il via all'intervista, ripercorrendo la carriera di Violante.

Il docente e politico torinese ricorda dunque i suoi esordi come magistrato e ne approfitta per una riflessione sul carcere, che "deve essere riservato per cose pesanti e lunghe", ampliando immediatamente la discussione e coinvolgendo Dambruoso, che da parte sua ribadisce l'importanza del "lavoro nelle prigioni", dal momento che "è qualificante e fondamentale", perché "consente alle persone di ricollocarsi". Il tema della giustizia diventa centrale e i due analizzano l'attuale struttura dei processi, con Violante che afferma: "1° grado e 2° grado sì, ma non si può andare sempre in Cassazione. Nel resto del mondo non è così". Una considerazione in merito alla quale Dambruoso osserva: "Abbiamo parlato per 20 anni di leggi ad personam, ma la priorità deve essere la riduzione tempi della giustizia".

A proposito dei "ritardi nei tempi della giustizia", Piroso ricorda quindi la lettera di richiamo di Giorgio Napolitano nei confronti del Consiglio superiore della magistratura e Violante risponde riportando alla memoria una missiva "ancora più dura" inviata da Carlo Azeglio Ciampi. "Ci sono delle cose che vanno viste con rigore e serietà, altrimenti il Csm rischia di perdere credibilità", ribadisce l'ex presidente della Commissione antimafia, mentre il candidato di Lista Civica afferma che il "dibattito esiste" e che "i magistrati non si riconoscono più in questo sistema 'correntizio'". In pratica, Dambruoso sostiene la necessità di creare un listone di candidati svincolati da qualsiasi corrente politica da eleggere nel Csm, così da evitare una ricaduta in termini di tempo sui processi per questioni di appartenenza.

Il discorso scivola poi sulla trattativa Stato-mafia, con Violante che dice: "Intesa politica? Mai avuta nozione, non lo so. Il processo è stato distorto dall'intreccio con i media" e quindi, inevitabilmente, sul 'collega' Antonio Ingroia, al quale il magistrato tira una stoccata: "In politica si imparano prima i vizi e poi le virtù.... E a proposito di politica, Violante afferma che, a prescindere dalle polemiche della campagna elettorale, ci sono "tante cose da affrontare, ci vuole il massimo di stabilità e che Nichi Vendola, che a differenza di Bertinotti "è un uomo di governo", lo sa, lasciando intendere che alla fine prevarrà il bene del Paese.

Dopo aver ipotizzato una "donna al Quirinale", per questione di altri impegni il magistrato si congeda da Piroso e il direttore concentra così la sua attenzione su Dambruoso, che si dice "ottimista" su un dialogo con il leader di Sel e pronto a un'alleanza "in caso di necessità". Il candidato di Lista Civica torna poi sulla polemica Ingroia-Boccassini, definendo "sgradevole il conflitto mediatico su Falcone e Borsellino, due eroi", e parla dello scandalo MPS, dicendo che sulla Banca "c'erano interessi superiori" e aggiungendo: "La responsabilità era partitica, ma la GdF dipendeva da Tremonti"

L'intervista si chiude quindi sul perché della candidatura di Dambruoso con Monti - "Sono in Scelta Civica perché Montezemolo mi chiese di occuparmi di giustizia e sicurezza" - e con una riflessione sul futuro, con il magistrato che dopo la politica si immagina al Consiglio di stato e 'apre' alla "possibilità di un voto nazionale per noi e in Lombardia per Umberto Ambrosoli".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017