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Vito Crimi a Porta a Porta: "Grillo non comanda. Al Quirinale un candidato non politico"

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Anche Vito Crimi ha fatto crollare il tabù delle ospitate televisive. Quella di lunedì deve essere stata una serata difficile per Beppe Grillo, perchè mentre il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle si faceva intervistare nel salotto più famoso della tv, quello di Porta a Porta, più o meno in contemporanea su La7 andava in onda l'intervista a Marino Mastrangeli (deputato M5S, già contestato ospite di Barbara D'Urso a Pomeriggio 5) che chiedeva di parlare in diretta col conduttore di Piazzapulita, ma senza interagire col resto dello studio. Un format nuovo, l'intervista isolata dal contesto della trasmissione, dove il grillino parla e gli altri ascoltano, ma senza botta e risposta per evitare di innescare la formula talk-show ed evitare così di infrangere le regole del Movimento (almeno tecnicamente).

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Vito Crimi ha scelto di infrangere il veto ai programmi tv che si occupano di politica proprio in quella che è considerata "la terza Camera" della Repubblica. Anche in questo caso un'intervista di 15 minuti, senza dibattito nè contraddittorio. A Porta a Porta si è parlato principalmente di Quirinale, con Crimi che ha ribadito la linea espressa dal guru Casaleggio. Ossia, "serve una personalità fuori dai partiti che garantisca la Costituzione". Posizione simile a quella del cofondatore del Movimento, che nel pomeriggio aveva espresso, a Quirinarie ancora aperte, con quello che è sembrato un invito a non votare per personaggi come la Bonino o Romano Prodi: "Il presidente della Repubblica preferibilmente non sia politico e che rappresenti tutti gli italiani - ha detto Casaleggio - che sia superpartes".

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Crimi ospite di Bruno Vespa si dice convinto che il nome scelto dagli iscritti 5 Stelle possa trovare l'appoggio anche di altre forze politiche: "Per il Quirinale presenteremo un candidato che sarà credibile (...) Sono sicuro che il gruppo proporrà un nome che potrà essere votato anche da tutti gli altri partiti". Sarà il candidato emerso dalle Quirinarie l'unico ad essere votato in Alula dai grillini: secondo Crimi nessun "effetto Grasso" potrà dividere questa volta gli eletti 5 Stelle. Nel caso dell'elezione del Presidente del Senato, spiega il capogruppo, "era stata fatta una scelta dal gruppo e il putiferio si è scatenato perché alcune persone non hanno accettato la scelta fatta dal gruppo, ma non c’entravano niente Grillo e Casaleggio".

Sull'ipotesi che la scelta del Quirinale, se condivisa, apra uno spiraglio al possibile governo col Pd, Crimi è categorico: nessun rimpianto per aver rifiutato l'offerta di Bersani, piuttosto è importante che il Parlamento diventi operativo a pieno regime e il prima possibile, come hanno chiesto gli eletti 5 Stelle e parte dei deputati Pd. "Facciamo lavorare il parlamento, così facendo i cittadini non si accorgerebbero nemmeno dell'assenca di un governo". Incalzato da Vespa sul tema della democrazia interna e sulla facoltà di Grillo di imporre la linea politica del Movimento, Crimi ha smentito lo strapotere del leader, in nome del principio 'uno vale uno': "Con Grillo ci consultiamo e ci sentiamo spesso, ma sbaglia chi afferma che comanda lui. I gruppi si riuniscono, discutono e poi votano a maggioranza e decidono. Non è giusto affermare che comanda Grillo".

Vito Crimi a Porta a Porta

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