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Volontè e il nuovo reato: "apologia di comunismo"

Luca Volontè, capogruppo alla Camera dell'Udc famoso per le personali crociate antilaiciste, ha deciso di rompere lo storico tabù della politica italiana: "perchè apologia di fascismo è reato e apologia di comunismo no?".  Il deputato centrista, duramente provato da una coabitazione quotidiana con un Presidente della Repubblica comunista, un Presidente della Camera comunista, comunisti al governo e comunisti tra i banchi di Camera e Senato, ha rotto gli indugi e ha lanciato la sua "sconvolgente proposta":

"Martedì mattina ogni deputato, rappresentate del popolo italiano, riceverà in casella il modulo di adesione alla nostra proposta di legge di riforma costituzionale per inserire il divieto di apologia del comunismo insieme al reato già previsto per il fascismo" - chiosa il parlamentare in una nota e in un'altra comunicazione precisa: "Piazza San Pietro è il luogo della verità laica e storica. Oggi si innalzano agli altari 498 martiri cristiani del comunismo spagnolo. Cento milioni sono i morti della vergogna comunista figlia della ideologia di Marx, Engels e Lenin. I comunisti italiani non solo mantengono i simboli e il nome di tale macabra ed omicida dottrina ma addirittura si recheranno in 'pellegrinaggio' alla piazza Rossa. Una vergogna e una menzogna senza precedenti, pari solo alle celebrazioni del Festival del Cinema di Veltroni tributata al macellaio Che Guevara". [...] "Il principio di libertà di espressione - sempre secondo Volontè - deve prevedere gli stessi vincoli per il nazifascismo ma anche per il comunismo. La verità, almeno quella storica, non può ammettere eccezioni. E' inaccettabile una alleanza di governo con protagonisti adepti della setta sanguinaria comunista".

Immediate le reazioni dei diretti interessati come Pino Sgobio, capogruppo del Partito dei Comunisti Italiani alla Camera:"Divieto di apologia del comunismo? Volontè si rilegga la storia della Repubblica Italiana e lì troverà la risposta sul ruolo che i comunisti hanno avuto in Italia. I comunisti hanno dato la vita per la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo e per ripristinare la libertà in Italia". "Paragonare il comunismo al fascismo - prosegue Sgobio - significa misconoscere la stessa Carta Costituzionale, nata grazie al contributo di tutte le forze democratiche e antifasciste italiane, comunisti compresi. Il capogruppo dell'Udc si rilegga la storia. Rispetto alle alleanze di governo, inoltre, Volontè si guardi attorno: troverà accanto a sé non solo gli eredi ma anche i sostenitori convinti del fascismo, inviso e combattuto dalla stessa DC, suo partito d'origine politica".

L'atteso entusiastico appoggio di Berlusconi & Co., da sempre in prima linea contro il "pericolo rosso", per ora sembra non arrivare, almeno non nella misura sperata. Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del Senato e forse più avvezzo di Volontè a simili provocazioni, commenta:"Seppur condivisibile è superflua o comunque tardiva la proposta dell'onorevole Volontè di istituire il divieto di apologia del comunismo: la XII norma transitoria finale della Costituzione dispone che 'E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista'. Ma fascismo e comunismo non solo altro che le due facce della stessa moneta ed è inverosimile che questa moneta, fuori corso in tutto il resto del mondo, lo sia restata ancora solo in Italia" - "Ma come il Paese a suo tempo seppe attuare una resistenza contro il fascismo oggi la sta organizzando anche contro il comunismo. Resistere, resistere, resistere !".

Gianfranco Rotondi poi, strenuo difensore dello storico scudo crociato, non si limita a non esultare per la "proposta Volontè" e addirittura dichiara:"Non esiste il comunismo, ma tanti partiti comunisti. Il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l'ha portata col sangue dei partigiani". La caccia al comunista del capogruppo UDC per ora sembra avere poco seguito, aspettiamo le prossime reazioni.

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