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Voto anticipato: Casini dice sì

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"Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte in così poco tempo: anche questo è un segnale forte, sono dell'opinione che vada ascoltato e che si debba procedere al referendum". Le parole pronunciate da Roberto Maroni in seguito al deposito delle firme in Cassazione per l'abolizione del 'Porcellum' hanno acceso il dibattito politico non solo sulla possibilità di modificare l'attuale legge elettorale, ma anche sull'eventualità di voto anticipato.

Scenario inconcepibile per il suo compagno di partito Roberto Calderoli che, in un'intervista al TG1, ha invece allontanato con forza l'ipotesi: "credo che ci sia davanti un grosso obiettivo, trasformare l'attuale legislatura in una legislatura costituente. C'è uno scenario preoccupante: il Nord che cresce alla velocità della Germania, il Sud che decresce alla velocità della Grecia. C'è una unica ricetta ed è il federalismo", confermando di fatto la strategia del governo e chiudendo la porta a chi invoca il voto anticipato.

Ma l'opposizione non ha intenzione di rinunciare tanto facilmente a una simile occasione e Pier Ferdinando Casini rilancia: "con questa maggioranza in stato confusionale è impossibile fare una riforma della legge elettorale condivisa, quindi, pur senza nostalgie per il mattarellum, meglio dare la parola ai cittadini" concludendo "la mia posizione sulla legge elettorale è chiarissima. Sono per il sistema proporzionale tedesco e non ho alcuna nostalgia per le ammucchiate nè per le decine di minipartiti dell'epoca del mattarellum. Peraltro, il Terzo Polo e l'Udc esprimono un'esigenza reale nel Paese e, con qualsiasi sistema elettorale, saranno decisivi per governare l'Italia. Per questo, vi sorprenderò, ma trovo che Maroni abbia perfettamente ragione".

Dello stesso parere anche il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro - "una volta tanto sono d'accordo sia con Casini sia con Maroni: i tempi sono maturi per andare alle elezioni. D'altronde, non ci sono alternative se non si riesce a cambiare la legge elettorale in questa legislatura. Quindi le strade sono due: o elezioni subito o referendum. L'Italia dei Valori è disponibile ad entrambe le soluzioni" - e Pierluigi Bersani che, con una battuta, spiega perché il voto anticipato è inevitabile: "ogni qualvolta Berlusconi e i suoi dicono che rimarranno fino al 2013 lo spread va su".

Dalla parte di Calderoli si schiera invece il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ritiene l'attuale un'ottima legge elettorale, migliorabilee eventualmente con l'introduzione delle 'preferenze': "la legge elettorale che abbiamo adesso è un'ottima legge solo che si introducano le preferenze. L'opinione pubblica ormai si è convinta, giustamente, che i cittadini devono scegliere anche in tutto o in parte i parlamentari. E allora, cambiamo l'attuale legge elettorale in questo senso, non buttiamo il bambino con l'acqua sporca". Linea di pensiero sostenuta anche dal Ministro per le Politiche Agricole Saverio Romano e dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni.

Una soluzione che, però, per Antonio di Pietro è impraticabile, perché non tiene conto della volontà espressa dai cittadini con l'adesione di massa al referendum: "i cittadini ci rincorrevano per firmare non perché volessero esercitare un'azione di antipolitica, ma perché volevano esercitare un'azione politica. La raccolta delle firme che abbiamo fatto per una nuova legge elettorale è innanzitutto un atto politico, con cui vogliamo dire che i cittadini intendono riappropriarsi del diritto di decidere chi mandare in parlamento e soprattutto chi mandare a casa. Il messaggio politico è che questo parlamento non ha più dignità morale, politica, etica per restare".

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