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Voto anticipato, no di Napolitano: "Non ci sono motivazioni plausibili"

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Con un numero sempre crescente di leader politici tentati dall'ipotesi di un voto anticipato a febbraio, Giorgio Napolitano ha deciso di intervenire personalmente sulla questione, per mettere fine alle illazioni e confermare che l'attuale legislatura arriverà a fine mandato.

Napolitano stoppa seccamente il voto anticipato. Tutti gli scenari: video

"A proposito di certe indiscrezioni di stampa, negli ambienti del Quirinale non si coglie il senso del parlare a vuoto di elezioni anticipate, non essendone presentate le condizioni e non emergendo motivazioni plausibili" è il secco comunicato con cui oggi il Colle ha preso posizione sulla vicenda, ribadendo dunque di fatto ancora una volta la fiducia al governo Monti e, anzi, quasi sottolineando come l'attuale situazione politica non offra soluzioni alternative ai tecnici.

Un intervento deciso, nei toni e nei contenuti, reso necessario dalla ridda di voci scatenatasi in questi giorni, dopo la proposta di Pierferdinando Casini di un election day a febbraio per le politiche e le regionali di Lazio, Lombardia e Molise. Accolta con freddezza dal Pd, l'idea del leader dell'Udc è invece stata abbracciata dal segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, e da quello del Pdl, Angelino Alfano.

"Buona cosa anticipare le elezioni politiche di 50 giorni risparmiando 100 milioni e votando insieme alle regionali", ha twittato l'altro giorno Alfano, venendo però immediatamente rintuzzato da Pierluigi Bersani, che ha ribadito la "lealtà" del suo partito all'attuale legislatura e ha chiuso il discorso affermando: "Per fortuna abbiamo un presidente della Repubblica che sa benissimo dirigere il traffico, non mettiamoci tutti a fare i vigili".

Da parte sua, Casini dopo aver lanciato il sasso ha nascosto la mano e nell'intervista rilasciata oggi a Repubblica ha detto: "Un mese prima o un mese dopo non cambia molto. Rispetterò in ogni caso la decisione, che spetta al presidente della Repubblica", ricordando che si tratta di "una valutazione di buon senso, che tiene conto delle difficoltà finanziarie e del periodo di crisi" e che pertanto "non può diventare la disfida di Barletta".

Insomma, voci più che fatti, anche se la triplice sconfitta incassata ieri dal governo alla Camera - sulla cancellazione delle penali per l'estinzione anticipata dei prestiti dei Comuni, sulla possibilità di revoca a Equitalia e partecipate da parte dei Comuni e degli Enti locali della riscossione dei tributi e sul posticipo del pagamento delle tasse al 30 giugno 2013 per i Comuni terremotati di Emilia e Lombarda - insieme alla dichiarazione polemica del premier ("Se volete vado via"), hanno reso decisamente necessario l'intervento di Napolitano.

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