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Walter Veltroni ospite a Ballarò

Puntata tutta dedicata a Walter Veltroni per Ballarò. Il leader dell'opposizione è tornato in prima serata a commentare la sconfitta elettorale del PD, la vittoria di Berlusconi e i rapporti con le nuove e molteplici opposizioni. Il tutto farcito da battute e seriosità, mea culpa e autoelogi, attacchi e "abbracci", immancabili "lettere al leader PD", corsi e ricorsi storici in bilico tra Moro e Berlinguer.
Vediamo, punto per punto, cos'ha detto Walter a Floris e spettatori:

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Silvio Berlusconi:
Cosa manca al premier per essere un buon presidente del Consiglio?
"Berlusconi è stato premier 4 volte, se l'Italia è in questa situazione è anche colpa sua. L'Italia è l'unico Paese europeo in cui un governo non è mai stato riconfermato alle elezioni successive, c'è una condizione di perenne incertezza. A Berlusconi è mancato il senso dello Stato, il senso di fare i cambiamenti che servono all'Italia sul versante della crescita e dell'equita. Quello che dico è che l'Italia ha bisogno di grandi cambiamenti e di riforme, non ho cambiato idea anche perchè quando ci troveremo noi al governo avremo una democrazia più veloce. Se non facessimo un dialogo verrebbero meno le ragioni di fondo e cioè la modifica delle regole del gioco. Sui programmi restano le differenze"
Secondo lei perchè Berlusconi non è un buon premier?
"Non so, se abbiamo due giorni...".

Roma ad Alemanno
Scotta la vittoria di Gianni Alemanno alle comunali di Roma?
"È chiaro che mi scotta. Dopo 7 anni di lavoro in cui Roma ha subito tanti cambiamenti".




Autoricandidatura ed errori
Si ripresenterà come candidato premier?
"Se ci saranno le condizioni lo rifarò". Veltroni si dice convinto di aver fatto "la più bella campagna elettorale della storia" anche se "era molto difficile" evitare la vittoria del Pdl dopo gli errori del governo dell'Unione. L'unico errore che il segretario del Pd ammette è "psicologico": "ho sopravvalutato l'impatto della gente che tornava convinta in piazza e questo mi ha portato ad un'attesa di potercela fare"

Moro e Berlinguer
"Nella storia vengono colpiti sempre gli uomini del dialogo e del riformismo. Ricordo cosa si disse di Berlinguer e Moro ai tempi del compromesso storico, manifestazioni al grido "Be,be,bè come le pecore". Così Veltroni rivendica la linea del dialogo e del confronto con la maggioranza. "Un dialogo senza viscosità ma la politica di odio fa parte di una politica piccola piccola". Per il segretario del Pd si tratta di trovare "la convergenza sulle regole del gioco e poi dura opposizione programmatica".

Di Pietro
"Di Pietro fa un mestiere facile, poi si dice favorevole al reato di immigrazione clandestina. Mi sembra una contraddizione". Veltroni spiega di non essersi pentito dell'alleanza elettorale con l'Idv e si dice convinto che "si troveranno delle convergenze programmatiche" anche se Di Pietro non ha rispettato l'accordo per costituire un gruppo unico con il Pd.

La destra e la sindrome di tafazzi
"Quello che invidio alla destra è che quando perde, il giorno dopo si rimette al lavoro. Noi invece, quando perdiamo le elezioni passiamo 12, 24 mesi a discutere". Così, citando la sindrome di Tafazi, il segretario del Pd Walter Veltroni ironizza, a Ballarò, sulle continue discussioni che animano il centrosinistra sia quando vince sia quando perde le elezioni.

ICI e straordinari "Gli interventi su Ici e detassazione degli straordinari costano 5 miliardi. Se queste risorse ci sono, io penso che le priorità sono il sostegno ai salari e alla produttività con la contrattazione di secondo livello e un intervento sulle pensioni più basse". (...) "Va benissimo l'abolizione dell'Ici - evidenzia Veltroni - anche se ricordo che Prodi la ridusse del 40 per cento ma io mi chiedo: non è meglio invece che la pura e semplice detassazione degli straordinari, che non riguarda tutti, sostenere la contrattazione di secondo livello".

Nuovo centrosinistra?
"C'è un partito, il Pd, che ha il 34% e che ha la possibilità di costruire un nuovo centrosinistra su base programmatica, che può avviare un dialogo con le opposizioni ma anche con quella parte della sinistra che accetta una sfida di governo senza più le contrapposizioni ideologiche tipiche del vecchio centrosinistra". Parlando di Nichi Vendola e delle critiche espresse alla linea scelta da Veltroni in campagna elettorale, il leader del Pd aggiunge: "Nichi è un amico, ora però lui è impegnato con il congresso del partito". Una nuova alleanza deve avere, per il segretario del Pd "come baricentro un forte riformismo e poi - aggiunge - un'alleanza basata non sulle persone ma sui programmi".

Rifiuti a Napoli
"Io mi auguro che il governo risolva questa emergenza, ma non vedo quelle grandi sorprese annunciate in campagna elettorale. Ma se le soluzioni ci saranno, noi le accompagneremo positivamente. Napoli - osserva Veltroni - è la metafora dei problemi dell'Italia. Nessuno, a destra come a sinistra, ha avuto coraggio di prendersi le responsabilità: sindaci di destra e di sinistra dicono "sì, ma non dove sono io", ma se continua a durare la sindrome "Nimby", "non nel mio giardino", alla fine una società non sta insieme. Le istituzioni devono sapersi assumere le loro responsabilità".

Camorra, i nomi
"Nella storia dei rifiuti a Napoli c'è anche la camorra". Walter Veltroni lo sottolinea, ospite di 'Ballarò su Raitre, tirando fuori dalla tasca un foglio con l'elenco delle famiglie camorriste che "si sono arricchite con le discariche" e sono tra le protagoniste della protesta contro i termovalorizzatori: "Alfieri, Bidognetti, Casalesi, Nuvoletta...", cita il segretario del Pd, che sottolinea come "anche degli ideologi dell'antipolitica vanno in giro a seminare il terrore contro i termovalorizzatori che funzionano in tutta Europa". Veltroni torna sugli interessi della camorra, parlando del recente blitz in un campo rom di Napoli. "Quando è stato incendiato il campo rom a Napoli - dice - il giorno dopo è stata arrestata una persona che rubava i televisori. Si è scoperto che quella persona guidava il gruppo che ha dato fuoco al campo e che era un camorrista. C'è una parte legittima di malessere, ma poi c'è l'interesse della camorra sul territorio, è quella che bisogna sgominare".

Reato di immigrazione clandestina
Introdurre il reato di immigrazione clandestina è "un approccio sbagliato nella sostanza perchè così non si distinguerebbe tra i 650 mila clandestini chi lavora, come le 300mila badanti, e chi delinque. Così diventerebbero tutti perseguibili con le conseguenze sui tempi della giustizia e sulle carceri che già scoppiano". Il Pd, ha aggiunto Veltroni, condividerà "proposte che recepiscono il pacchetto Amato mentre sarà contrario ad altre proposte che sembrano più propagandistiche che capaci di produrre effetti reali".

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