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Walter Veltroni si dimette da sindaco di Roma

Il leader del Partito Democratico Walter Veltroni ha presentato al Campidoglio le sue dimissioni da sindaco di Roma. Finisce tra le lacrime di commozione l'ultima giunta comunale da lui presieduta.

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Nel discorso di commiato nell'aula Giulio Cesare, Veltroni ha raccontato le sue emozioni ma non solo: "Ho visto centinaia di persone passare a salutare Alberto Sordi e ho visto il dolore e la grandezza dell'animo dei romani". A seguire il discorso c'era anche la moglie di Veltroni, Flavia, e il sindaco di Torino Sergio Chiampiarino.

Il sindaco dimissionario ha tracciato un bilancio della sua gestione: "Credo che la città, in questi anni, sia obiettivamente cambiata. L'abbiamo fatto insieme vivendo tutto con partecipazione e con l'orgoglio di essere romani. Per tanti anni Roma è stata la città sonnacchiosa, definita ladrona. Invece ora crescono le imprese, le università. È una città leader nel turismo e questo perchè non ha paura del futuro e perchè cerca di essere il più possibile unita"

"Sono stati sette anni intensissimi di lavoro durissimo ma appassionante - ha detto l'assessore all'Urbanistica del Comune di Roma Roberto Morassut - è stato un sindaco straordinario e le donne e gli uomini come me che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui ricorderanno per sempre questi anni come uno spartiacque della propria vita. Personalmente ho mille ragioni per dire grazie al mio sindaco, ragioni politiche, ideali e anche di vita. La politica può essere anche una cosa bella e pulita. Con Veltroni chi ci ha lavorato insieme, lo ha capito per sempre".

Il commento di Michele Baldi, capogruppo di Forza Italia al Comune di Roma: "Se Veltroni ama Roma dovrebbe spiegare perchè l'abbandona. L'amministrazione è finita come è cominciata. È stata una grande passerella, ma Roma ha bisogno di essere amministrata, di sicurezza, di soluzioni all'emergenza abitativa".

Nel frattempo, sul fronte nazionale è di oggi l'accordo tra Veltroni e Antonio Di Pietro: i due si sono incontrati al loft del Partito Democratico e sono giunti alla decisione di apparentare il PD con l'Italia dei Valori. Ci sarà dunque una coalizione tecnica, ma i due simboli rimarranno separati. I partiti faranno parte dello stesso gruppo parlamentare. "Con Veltroni - spiega Antonio Di Pietro - abbiamo fatto un accordo non solo elettorale, ma programmatico, politico e progettuale. Programmatico perché alcuni punti salienti del nostro programma, come la non candidabilità dei condannati, saranno patrimonio comune di queste liste".

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