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Wikileaks, Julian Assange arrestato in Gran Bretagna

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, è stato arrestato in Gran Bretagna. La settimana scorsa era stata diffusa la notizia secondo la quale Assange si trovava nel sud-est dell'Inghilterra e che la polizia era in attesa di chiarimenti sul mandato d'arresto internazionale emesso contro di lui dall'Interpol.

I legali del fondatore di Wikileaks avevano fatto sapere che sarebbe dovuto comparire questa mattina davanti a una corte di giustizia per discutere della libertà provvisoria dietro cauzione, per il mandato di arresto spiccato dall'Interpol relativo all'inchiesta di stupro aperta in Svezia. Ma la polizia britannica oggi ha fermato Assange. In giornata l'australiano dovrà comparire davanti al tribunale della città di Westminster, uno dei borghi di Londra. Assange è stato arrestato alle 9.30 'su appuntamento' in un commissariato di Londra. Secondo quanto riferito da un portavoce di Scotland Yard, il fondatore di Wikileaks è stato arrestato dagli agenti della Unità estradizioni della polizia metropolitana di Londra per conto delle autorità svedesi con l'accusa di stupro. La corte potrebbe liberare Assange su cauzione, per una somma compresa fra le 100mila e le 200mila sterline.

Nel frattempo un network di hacker che sostiene il fondatore di WikiLeaks, denominato Operation Payback, ha organizzato un attacco informatico contro PayPal e Postfinance, che hanno bloccato i finanziamenti il sito. A quanto pare anche Mastercard ha interrotto i finanziamenti a Wikileaks. Un portavoce ha spiegato che la decisione è destinata a limitare ulteriormente le fonti di reddito di WikiLeaks e ha fatto sapere: 'MasterCard si sta attivando perché WikiLeaks non possa più accettare i prodotti a marchio MasterCard'.

Nel frattempo un gruppo di intellettuali, fra cui il docente di linguistica al MIT Noam Chomsky, ha firmato una lettera in favore di Assange, diretta al premier australiano, Julia Gillard. I firmatari hanno spiegato di essere 'gravemente preoccupati' per la sicurezza del fondatore di Wikileaks e chiedono al governo di affermare pubblicamente l'impegno a tutelare la libertà di comunicazione e i diritti fondamentali di Assange. A quanto pare il 39enne australiano è convinto che in tutta la sua vicenda giudiziaria gli Stati Uniti abbiano un ruolo importante.

 (foto © LaPresse)

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