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Wikileaks, Julian Assange è in Gran Bretagna

Secondo il quotidiano britannico The Independent la polizia inglese saprebbe dove si trova il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, che con le sue rivelazioni ha inferto un duro colpo alla diplomazia mondiale. A quanto pare Assange si trova nel sud-est dell'Inghilterra. L'uomo avrebbe fornito alle autorità i dettagli sul suo arrivo ad ottobre.

La polizia, che avrebbe anche il suo numero di telefono, però, sarebbe in attesa di chiarimenti sul mandato d'arresto internazionale emesso contro di lui dall'Interpol. Sembra che l'agenzia anticrimine britannica Soca sia in attesa di quelli che sono definiti chiarimenti 'tecnici'. Ci sarebbe un errore nella redazione del mandato d'arresto svedese.

L'Interpol, due giorni fa, ha inserito il programmatore australiano nella lista rossa, ossia nei 'most wanted' tra i 188 paesi membri dell'agenzia. Il mandato di cattura internazionale è stato spiccato dall'Interpol nell'ambito di un'inchiesta per 'stupro e aggressione sessuale' aperta in Svezia.

Secondo l'avvocato del fondatore di Wikileaks, Mark Stephens, il mandato dell'Interpol non è altro che 'una persecuzione'. Intervistato dal quotidiano britannico Times, Stephens ha spiegato che Assange ha chiesto il permesso di lasciare la Svezia, ottenendolo, e ha più volte chiesto di poter incontrare il procuratore, Marianne Ny, che conduce l'inchiesta, ottenendo un rifiuto.

L'avvocato di Assange ha poi sottolineato: 'Invece, stranamente, lei ha spiccato un mandato di arresto internazionale per tenere isolato Assange senza garantirgli le dovute informazioni sulle possibili accuse e sulle prove a suo carico. In 28 anni di attività non mi è mai capitato di imbattermi in qualcuno con un così scarso rispetto per gli obblighi di legge di un'inchiesta, nemmeno nei regimi totalitari del terzo mondo. Dal momento che la Svezia è un Paese civilizzato, sono costretto a dire a malincuore che si tratta di una persecuzione e non di un'indagine'.

Intanto l'Alta corte svedese ha fatto sapere di aver respinto la richiesta di appello presentata dal fondatore di Wikileaks contro il mandato di arresto per le accuse di stupro. La richiesta di appello contro il mandato di arresto era stata presentata dal legale di Assange.

 (foto © LaPresse)

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