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Wikileaks, Julian Assange ricercato per stupro

Julian Assange è il Robin Hood del web, ruba dati ai ricchi per salvare l'economia e i poveri. Il fondatore di Wikileaks ha diffuso informazioni importanti che hanno scosso la diplomazia mondiale e hanno rivelato scottanti verità sulla guerra in Iraq.

Lo scopo del programmatore, però, non è quello soltanto di informare, ma di distruggere tutto per ricostruire, ricostruire nuove relazioni e nuove leggi di mercato che possono essere etiche. I politici tremano di fronte alla nuova fuga di notizie e anche il Ministro Franco Frattini ha lanciato l'allarme: 'Bisogna catturarlo e interrogarlo per capire che gioco fa e per capire chi c'è dietro di lui'.

Infatti, Assange è l'uomo più ricercato al mondo, non solo da giornali e tv per ascoltare dal vivo i suoi scoop, ma anche perchè su di lui è stato emanato un mandato di cattura internazionale. L'Interpol l'ha inserito nella lista rossa, nei 'most wanted' tra i 188 paesi membri dell'agenzia, con l'accusa di stupro di due giovani donne svedesi. L'australiano non ha fissa dimora, si mostra solo attraverso dei video, come Osama Bin Laden, anche se molti l'avrebbero intercettato in Inghilterra.

E' notizia di poche ore fa che i suoi avvocati hanno già presentato ricorso alla Corte Suprema di Stoccolma, perché sono convinti che sia solo una manovra per fermare l'attività di Assange e per la settimana prossima si attende il verdetto della corte in merito. Se questo fosse positivo, cadrebbero le accuse di violenza e il 'ricercato' potrebbe però essere incriminato per violazione della legge Usa sullo spionaggio. Secondo tale norma chiunque entra in possesso, senza autorizzazione, di informazioni riguardanti la difesa nazionale e che possono danneggiare gli Stati Uniti, può essere perseguito se le diffonde o le trattiene deliberatamente, quando invece il governo ne ha chiesto la restituzione.

Nel frattempo Wikileaks continua ad essere bersaglio della più grande guerra di hacker vista fino ad oggi. Sono in tanti a cercare di oscurare il famoso sito, che in Cina è stato addirittura spento. Questo avviene mentre molti paesi sono disposti ad offrire asilo politico al suo fondatore. L'Ecuador, ad esempio, aveva dichiaro il suo interesse, presto smentito per evitare altri problemi internazionale.

 (foto © LaPresse)

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