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Wikileaks, le accuse ad Obama e le minacce di morte ad Assange

In una chat online sul sito del quotidiano spagnolo El Pais Julian Assange, il fondatore del discusso Wikileaks ha detto che se il presidente degli Stati Uniti Barack Obama era a conoscenza dell''ordine illegale' di spiare l'Onu deve dirlo, altrimenti deve dimettersi così come il segretario di Stato Hillary Clinton. 'L'intera catena di comando sapeva di questo ordine - ha affermato il fondatore di Wikileaks - e chi lo ha approvato dovrebbe dimettersi se gli Usa vogliono essere considerati un Paese credibile che rispetta la legge. E' un ordine talmente grave che potrebbe essere arrivato al presidente per essere approvato'. Assange ha poi affermato: 'Riceviamo minacce di morte da personaggi vicini ai militari Usa. Ci sono precise richieste per il nostro assassinio, rapimento, esecuzione da parte dell'élite della società americana'.

Ieri il New York Times ha poi pubblicato un documento diffuso da Wikileaks secondo il quale l'ambasciatore Usa in Iraq, Cristopher Hill, in un rapporto inviato a Washington il 13 novembre 2009 ha affermato che l'Iran finanzia occultamente con 100-200 milioni di dollari all'anno gruppi politici iracheni, alcuni dei quali sono in stretto contatto anche con dirigenti americani. Secondo il documento 'l'Iran è un player dominante nel panorama politico-elettorale iracheno'. Il premier iracheno Al Maliki, inoltre, avrebbe mostrato preoccupazione perché l'Iran sarebbe pronto a fornire sostegno militare ai militanti sciiti nel caso in cui il tentativo di condizionamento politico dovesse fallire.

In un altro documento, invece, è espresso il timore degli americani che l'Arabia Saudita, principale alleato Usa nel Golfo, finanzi con milioni di dollari Al Qaeda, i talebani e altri gruppi terroristici provenienti dall'Arabia Saudita e da altri Paesi del Golfo spesso durante il pellegrinaggio alla Mecca e il ramadan. Lo scorso dicembre Hillary Clinton avrebbe inviato un dispaccio segreto in cui si evidenzia che persone residenti in Arabia Saudita e i suoi vicini sono i principali sostenitori finanziari di molte attività estremiste. Lo stesso sembra valere per gli Emirati Arabi, il Qatar e il Kuwait.

Un altro documento del febbraio 2009, poi, contiene una lista segreta di siti sensibili nel mondo che gli Stati Uniti intendono proteggere da attacchi terroristici, perché la loro perdita, secondo il dipartimento di Stato, 'influirebbe in modo significativo' sulla sicurezza americana. A quanto pare, la sorveglianza di queste sedi industriali, alcune anche in Italia, andava condotta anche all'insaputa dei paesi ospitanti. In Italia, i siti sensibili menzionati sono la sede a Parma della Glaxo Smith Kline, la nota multinazionale farmaceutica, Digibind e il gasdotto Trans-Med.

 (foto © LaPresse)

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