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Wikileaks: 'l'Italia vuole censurare internet a favore di Berlusconi'

Il mondo attende il rilascio di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, che da circa una settimana è nel carcere di Londra, in attesa dell'estradizione in Svezia, dove verrà processato per stupro. Quella che sembra una scusa per fermare le attività di diffusione di informazioni segrete potrebbe non riuscire a bloccare la macchina che l'australiano ha messo in moto.

Nuovi dispacci vengono pubblicati e creano nuove polemiche. C'è di nuovo l'Italia al centro dell'attenzione e El pais ha pubblicato alcune note dell'ambasciatore americano a Roma, l'ormai famoso David Thorne, che avrebbe scritto della censura ad internet proposta dal decreto Romani tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010.

Wikileaks riporta: 'La legge sembra scritta per dare la governo il potere di censurare o bloccare qualsiasi contenuto di Internet se il governo lo ritiene diffamatorio o che alimenti attività criminali. Il decreto offrirebbe le basi per intraprendere azioni legali contro le organizzazioni di mezzi di comunicazione che dovessero entrare in competizione politica o commerciale contro membri del governo'.

Secondo l'ambasciatore tutto questo servirebbe a favorire le aziende del Premier: 'Così Berlusconi vuole censurare Internet per favorire le proprie imprese commerciali e azzittire la concorrenza politica. Un modello di business familiare in cui Berlusconi e Mediaset hanno usato il potere del governo in questo modo sin dai tempi del primo ministro Bettino Craxi'.

Tutto questo non solo limiterebbe la libertà della rete, ma anche Sky si è lamentata delle conseguenze della legge: 'I dirigenti di Sky-tv in Italia confermano all'ambasciata Usa che la legge Romani avrebbe offerto molti vantaggi commerciali a Mediaset, la televisione del primo ministro, rispetto a Sky, uno dei suoi principali competitori'. Thorne è preoccupato soprattutto perché tale norma potrebbe creare 'un precedente per Paesi come la Cina, che potrebbero copiarla o portarla a giustificazione dei propri attacchi contro la libertà di espressione'.

 (foto © LaPresse)

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