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Yasser Arafat avvelenato? Riesumato il corpo

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Come è morto Yasser Arafat? Sull'improvviso quanto misterioso decesso del fondatore dell'Olp e primo presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, avvenuto l'11 novembre 2004 a Parigi, circolano da tempo molte voci, tra cui quelle di un possibile avvelenamento da polonio-210 (un metalloide altamente radioattivo raro), e per fare chiarezza una volta per tutte le autorità hanno deciso di autorizzare l'esumazione del corpo del leader per sottoporre la salma a una serie di esami autoptici volti a verificare l'eventuale presenza di composti tossici nei tessuti.

Yasser Arafat avvelenato con il polonio? La scoperta di un istituto svizzero

Le operazioni si sono svolte questa mattina presto e dopo tre ore di lavoro, alle 8.05 ora locale (le 7.05 in Italia), i resti di Arafat sono stati riportati alla luce dal mausoleo in pietra calcarea di Ramallah dove erano tumulati. L'operazione si è svolta con la massima discrezione - dietro il paravento di numerosi teli blu eretti tutt'intorno alla tomba - e sotto la supervisione di un team di esperti svizzeri, francesi, russi e palestinesi, che si occuperà poi anche di effettuare gli esami.

Sull'intera operazione vige il massimo riserbo, ma alcune informazioni sono comunque trapelate, tra cui una relativa al fatto che non tutti i familiari dell'ex leader dell'Olp hanno accettato di buon grado l'esumazione e un'altra secondo la quale i giudici francesi avrebbero un 'sospetto' che sarebbero intenzionati a sottoporre a un lungo interrogatorio. L'ipotesi che Arafat sia stato assassinato da qualcuno della sua cerchia più stretta, infatti, è da sempre un dubbio che assilla il popolo palestinese, alimentato anche dal fatto che al momento della morte i medici dell'ospedale francese in cui era ricoverato e le autorità locali rifiutarono di fornire informazioni sulle condizioni di salute del fondatore dell'Olp.

Personaggio politico controverso, di Arafat si diceva che avesse sette vite perché era riuscito a sfuggire a più di un attentato e per questo la possibilità che sia stato avvelenato è più che una semplice supposizione. La scelta di una sostanza come il polonio-210, utilizzata anche per eliminare l'agente russo Alexander Litvinenko, lascerebbe poi supporre un coinvolgimento dei servizi segreti. Ad accendere i sospetti, il ritrovamento lo scorso luglio da parte di un istituto di indagini sulla radioattività di Losanna, in Svizzera, di tracce del metalloide radioattivo sugli effetti personali del leader palestinese, come la kefiah, gli abiti e lo spazzolino da denti.

L'esumazione e gli esami sulla salma, dunque, permetteranno di stabilire una volta per tutte se Arafat è stato effettivamente avvelenato (aprendo tra l'altro una nuova e potenzialmente esplosiva pagina di storia), anche se come ha spiegato Darcy Christen, portavoce della Clinica Universitaria di Losanna dove furono condotti i primi i test, il limite massimo per localizzare eventuali tracce di polonio-210 sono 8 anni e dunque le attuali analisi sono proprio al limite e potrebbero condurre a un buco nell'acqua. In ogni caso, ha precisato ancora Christen, per svolgerle "controllarle, effettuare controlli incrociati e compiere ulteriori riscontri occorreranno parecchi mesi. Credo che non avremo a disposizione nulla di tangibile prima di marzo o aprile dell'anno prossimo". Il mistero, dunque, continua.

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